Quando NXT presentò l’ “Asset Exchange” al mondo, era la funzionalità più avanzata che qualsiasi criptovaluta avesse mai visto fino a quel momento. Permetteva a chiunque di emettere un asset e scambiarlo su blockchain usando normali ordini, proprio come qualsiasi altra piattaforma di trading convenzionale. Inoltre, consentiva agli emittenti di asset di distribuire dividendi in modo estremamente semplice. E tutto questo attraverso la semplicità del client che qualsiasi homo sapiens può utilizzare.

 

Progetti come NEM, IOTA, Lisk, Waves, Komodo, fondati da ex membri della comunità NXT, sono stati sicuramente ispirati dal potere dell’ “Asset Exchange” per poi andare avanti con i propri progetti e portare alla luce la loro visione di intelligenza su blockchain. La funzionalità è stata lanciata nel 2014 e fino ad oggi non ha avuto alcun problema, in un’era in cui tutti cercano di creare exchange decentralizzati.

 

Nel 2015 è stato lanciato Ethereum e tutta l’attenzione è passata al nuovo arrivato. Ethereum stava attirando così tanta attenzione che le piattaforme blockchain avanzate come NXT non erano più sotto i riflettori. Tutti coloro che avevano bisogno di blockchain vedevano solo Ethereum. Chiaramente l’estrema flessibilità promessa era molto allettante e con l’incredibile quantità di denaro approdata al progetto, l’entusiasmo aumentava sempre più  mettendo in ombra altre grandi piattaforme come NXT.

 

Ma, con il passare del tempo, il “super computer” di Ethereum inizia a mostrare i suoi punti deboli a causa di potenziali smart contract bacati, la scarsa sostenibilità del protocollo di consenso “proof of work” e il problema della scalabilità inesistente, quindi i blocchi precostituiti di NXT e Ardor iniziano a superare la prova del tempo perché non vi è alcuna possibilità di avere uno smart contract bacato e processato da tutti i nodi della rete. La blockchain ospita solo blocchi con funzionalità predefinite e non sviluppati da una potenziale entità maligna. Tali elementi costitutivi sono chiamati “Smart Transaction” e tra questi vi sono le transazioni facenti parte dell’ “Asset Exchange”.

 

Con il lancio di Ardor nel 2018 tutte le funzionalità disponibili in NXT sono state rese disponibili anche in Ignis, la prima child-chain (catena figlia) di Ardor, e nelle altre child-chain Bitswift e AEUR. Ciò significa che esiste una piattaforma di trading completamente decentralizzata direttamente nella piattaforma Ardor e disponibile in tutte le child-chain.

 

In che modo l’ “Asset Exchange” su Ardor è diverso da quello di NXT?

 

A prima vista sembra esattamente lo stesso, ma ci sono un paio di elementi che non sono immediatamente visibili, ma che sono molto importanti:

 

– Un asset emesso può essere scambiato su tutte le child-chain di Ardor

 

– Le commissioni pagate per registrare una qualsiasi transazione sono flessibili in Ardor, grazie ai bundler

 

La prima di queste funzionalità aggiuntive consente a un asset di essere scambiato su una qualsiasi child-chain di Ardor. L’emissione dell’asset avviene sempre sulla catena Ignis, ma gli ordini di vendita possono essere creati sulle child-chain Ignis, AEUR e Bitswift e presto su molte altre child-chain man mano che vengono aggiunte ad Ardor.

 

Ciò aggiunge enorme flessibilità all’asset emesso poiché, di default, è disponibile su più mercati. Ed è bene ricordare che tutto ciò è completamente decentralizzato. Inarrestabile, senza censura ed impossibile da imbrogliare, la ragione per cui siamo affascinati da questa tecnologia e vediamo il suo potenziale per cambiare tante cose nel nostro mondo, per il meglio. Grazie alla child-chain AEUR, si può effettivamente decidere di vendere il proprio asset solo in cambio di euro garantendo una pianificazione finanziaria più stabile. Ma non si può proibire ai possessori di un asset di vendere sulle altre child-chain.

 

La seconda di queste funzionalità consente alle tariffe di essere più competitive rispetto a NXT. In questo momento, l’emissione di un ordine di vendita di un’asset su NXT costa 1 NXT, che vale 6,4 centesimi di dollaro, mentre la commissione di bundler più bassa offerta sulla catena Ignis è 0,025 Ignis che vale 0,1 centesimi di dollaro. Questo è un enorme vantaggio per operazioni di trading. Tariffe simili sono offerte anche sulle altre child-chain AEUR e Bitswift.

 

Per fare un confronto con Ethereum, la commissione di transazione media è di circa 15 centesimi di dollaro, e Ethereum è quasi al punto più basso da un anno.

 

Per concludere, la maggior parte del focus attorno alla piattaforma Ardor riguarda le sue child-chain e la sua possibilità di scalare, che sono indubbiamente qualità uniche nello spazio, ma c’è così tanto all’interno di ogni child-chain che spesso ce lo dimentichiamo. E non tutti i progetti hanno bisogno di una intera child-chain. L’ Asset Exchange è stato e rimane uno strumento straordinario e mi auguro di vedere nuovi progetti usare questo prezioso strumento.

 

Questo post non intende screditare NXT, infatti ho scritto qui (in inglese) i motivi per cui NXT, secondo la mia opinione personale, ha altri grandi punti di forza.

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